.
Annunci online

 
tenax 
ossimori, palindromi e apocope
<%if foto<>"0" then%>
Torna alla home page di questo Blog
 
  Ultime cose
Il mio profilo
  Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom
  reset - caffè europa
Formiche!
gaynews
repubblica
il riformista
la voce
DS
corriere della sera
la Stampa
Il manifesto
la rivista dei libri
marco mancassola
matteo b. bianchi
Internazionale
La Gabella
L'indice
il compagno segreto
cultura gay
Il caffè letterario
ItalianiEuropei
il foglio
Christian Rocca
River
LeftWing
CafèBabel
bookmark
NENS
Gianni Cuperlo
tunnel
DS castelnovo di sotto
DS Reggio Emilia
ulivo
ulibo
fondazione basso
lapiazzarossa
astrofabio
redirish
Volenterosi
adele parrillo
Liff
Latte Scarlatto
EmiliaNet
IlSole24Ore
ThePolitico
Crixtian
arciJoe
discarica
LENZ
eleanorerigby
gugol-meps
Bolle da Orbi
DeCiDeRe
Luca Sofri
Adam Smith Society
LibMagazine
NovaMagazine
culture metropolitane
Professione Cittadino
Angelo Pezzana
Fondazione Sandro Penna
Monocle
Informazione Corretta
Camere con Vista
  cerca

 
Pensieri rubati.

"Il piacere è ben lungi dall'essere una guida critica infallibile: è però la meno ingannevole" (W.H. Austen)

"Non c'è niente che ci faccia più soffrire di un desiderio esaudito" (Santa Teresa d'Avila)


 

Diario |
 
Diario
1visite.

29 agosto 2007

il malato di cuore...

cominciai a sognare anch'io insieme a loro,
poi l'anima d'improvviso prese il volo....


un ragazzo che a ventidue anni gioca nelle qualificazioni di champion's league, crede di sognare. E invece no. Ci giocava davvero. Correva, si dava da fare, probabilmente senza pensare che quel fastidio che sentiva era da prendere sul serio. Correva, sognava.
Ma dai sogni, quelli belli come quelli brutti (in questo c'è par condicio) ci si sveglia. A volte un po' traumatizzati. Altre volte contenti che si sia trattato solo di un sogno.
Antonio Puerta si era svegliato. Ma l'incubo l'ha riacciuffato per la coda. Codardo!
Non sono nemmeno un tifoso del calcio. Ma quando il destino illude e poi spezza i sogni, trovo la cosa davvero atroce.
"Ho chiuso gli occhi e ho tirato. Quando li ho riaperti avevo fatto gol: lo dedico a mio nonno, che non ha mai potuto vedere il Siviglia in finale di Coopa Uefa". Sono le parole, generose, che Antonio dice in un filmato prima di una partita dello scorso anno con il Schalke. Dietro di lui lo stadio vuoto, prima del match. Oggi sarà di nuovo, tristemente, pieno. In omaggio a lui.




permalink | inviato da tenax il 29/8/2007 alle 9:5 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa

26 agosto 2007

un nuovo inizio è possibile?


si ritorna, con la stessa ansia, al punto di partenza. come in un gioco da tavola, ma con il peso in più del tempo.
per fortuna i miei occhi hanno catturato abbastanza tramonti per trattenere le lacrime.
avvolgo pazientemente le maniche della camicia cercando di ottenere un risultato che abbia una parvenza di eleganza.
faccio un bel respiro, mi infilo le calze e le scarpe.
su quei piedi che avevano lasciato orme, già cancellate dall'onda successiva e calpestate da altre.
si ricomincia.




permalink | inviato da tenax il 26/8/2007 alle 1:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (11) | Versione per la stampa

10 agosto 2007

LE PICCOLE VACANZE - e una canzone

E finalmente arrivarono anche le vacanze.
Che poi la parola vacanza a me non è mai nemmeno piaciuta. Troppo sospensiva, fluttuante tra un prima certo, di cui, qualsiasi sia stato l’esito, si è scontenti, e un dopo che troppo spesso crea più ansia che speranza. Per questo ho sempre preferito fare dei viaggi.
Il viaggio implica una partenza, verso una meta, che può essere più o meno raggiungibile, più o meno concreta. Ma state sicuri che il più delle volte è diverso – il viaggio stesso, non solo la meta – da quello che credevate. E al ritorno, anche la geografia dei luoghi e dei sentimenti da cui siete partiti, sarà mutata.

 

Oggi è così, come nell’incipit dei ‘Fiori Blu’ di Queneau: “Il venticinque settembre milleduecentosessantaquattro, sul far del giorno, il Duca d’Auge salì in cima al torrione del suo castello per considerare un momentino la situazione storica. La trovò poco chiara.”
Ecco. Al ritorno non vorrei trovare più ordine, questo no. Ma un po’ più di chiarezza e trasparenza sì. Come al mattino, quando all’alba il mare è ancora piatto, non sferzato dal vento e dalle onde, quasi il tempo si fosse fermato. Prima che la Terra, come tutti i giorni,  ricominci a girare e ad agitare gli animi e i destini. E il mare.




permalink | inviato da tenax il 10/8/2007 alle 0:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

9 agosto 2007

AAA cercasi.../2

"Passionale, sincera, leale, amo la notte, i delfini, gli oceani e i tramonti, amo la nutella, il circo, e le persone imprevedibili, non amo la monotonia e la noia. Cerco persone vere e sincere che mi sappiano stupire e un po' pazze come me. casella postale 131005"

"Ho 31 anni sono di Roma ma per lavoro da 10 anni a Bologna. Cerco quello che potrebbe essere definito il vero amore, mi piacerebbe trovare una persona che abbia ancora quei valori che piano piano, per via della frenetica vita, stanno scomparendo. Mi piace essere dolce, affettuoso e romantico, il tutto ovviamente senza esagerazione...il mio carattere lascerò a voi scoprirlo, se intenderete scrivermi. casella postale 785554"

"Allele, anatta, arrear, arrere, bedded, bettee, breere, caccap, ceesse, cobbob, desse, dolool, doodad, effere, emmele, emmene, ennean, essede, feyffe, gaggee, giggit, googol, gregge, hammam, hummum, hubbub, jettee, kokoon, lessee, lesses, mammal, mammee, mossoo, mutuum, nerrer, ossous, pazzaz, pepper, perree, pippin, powwow, reeder, reefer, reeffe, refeff, retree, seasse, secess, seesen, sensse, sessle, settee, sissoo, tattee, tattoo, tadded, teerer, teeter, testee, tethee, tetter, tittee, treete, unnung, veerer, weeded, zaarra. Parole di sei lettere con un'occorrenza di una lettera, due occorrenze di un'altra lettera, e tre occorrenze di un'altra lettera ancora. Cristo, ho bisogno di una donna. 41 anni. casella postale 4290"




permalink | inviato da tenax il 9/8/2007 alle 14:7 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

8 agosto 2007

AAA cercasi...

"La realtà dell'altro non è in ciò che ti rivela, ma in quel che non può rilevarti. Perciò, se vuoi capirlo, non ascoltare le parole che dice, ma quelle che non dice. Abbiamo dimenticato cosa sia guardarsi l'un l'altro, toccarsi, avere una vera vita di relazione, curarsi l'uno dell'altro. Non sorprende se stiamo morendo tutti di solitudine. casella postale 42024"

"Ciao, sono un bel micione in cerca di una bella micina! Che quando mi stringe la mano mi ami davvero, sono simpatico, allegro e generoso, mi piace andare in giro in macchina, ballare, divertirmi. Quest'anno compio 33 anni, spero di trovare la mia dolce metà per unire i nostri cuori per sempre. Baci da tenerone. casella postale 857456"

"Arrivando da una delle regioni del mondo più importanti per la produzione del carbone, tu ti aspetteresti che io mi metta ad imbrattare questo annuncio con chiari richiami al carbone e al declino dell'industria carbonifera e con possibili nostalgie su mio padre minatore e qualche aneddoto su incidenti ed eroismi e cameratismi in cui i lavoratori si aiutavano l'un l'altro in periodi di crisi. Invece a me piacerebbe parlare dei miei gatti. Uomo, 55 anni. Mi piacciono i gatti. casella postale 5380"




permalink | inviato da tenax il 8/8/2007 alle 12:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

7 agosto 2007

pulito

- Dormivi? Ti ho svegliata? –
- No, mamma, sono le cinque del pomeriggio, non stavo dormendo. Stiravo–

A volte mi chiedo se sia una caratteristica di tutte le madri del mondo o sola della mia: il farti sentire in colpa anche quando non ce n’è motivo. Chiedermi se dormivo in pieno giorno. - Io e Giacomo siamo invitati a una cena da amici stasera, gli stavo stirando la camicia –
- Non ti sei ancora stancata di quello? –
A mia madre non piace il mio secondo marito. Non le è mai piaciuto. Adorava troppo il primo per poterne accettare un sostituto, chiunque fosse stato.
A Giacomo riconosce solo dei difetti: scarsa personalità, ritrosia, poca propensione al dialogo. Dice anche che è sporco, che non si lava abbastanza. Naturalmente non è vero. E’ successo che una volta, mentre andavamo a trovarla in macchina, si è guastato qualcosa nel motore. Giacomo ha trafficato per mezzora ed è riuscito a sistemare il danno in qualche modo. Quando siamo arrivati da lei aveva le mani sporche d’olio e la camicia sudata. Questo incidente l’ha marchiato per sempre ai suoi occhi. - Non ci si presenta così a casa della gente – ha sentenziato.
– Ma tu non sei “la gente”-le avevo fatto notare. – Sei la famiglia-.
- Beh, cos’è? Adesso non si rispettano più i familiari? – aveva concluso lei seccata.
Questa è un’altra delle sue abilità: quella di saper chiudere una conversazione anche con una domanda. Ultimamente non ci vediamo più tanto spesso. Viviamo a sole due ore di macchina, ma io non ho la patente e Giacomo non muore proprio dalla voglia di farle visita spesso. Com’è ovvio.
La nostra relazione ora si svolge quasi solo al telefono. Riesco sempre a capire quando è lei che chiama, e non perché utilizzi suonerie diverse, non sarei neanche capace di inserirle. No, è l’insistenza, la tenacia, che mi conferma ogni volta che c’è lei all’altro capo dell’apparecchio.
Voglio dire, trenta squilli. Chi altri?
- Non capisco cosa ci trovi in quello –
- Mamma, Giacomo è un bell’uomo per cominciare. E poi è gentile, garbato, mi porta sempre fuori, mi fa divertire… -
- Franco era un signore. Con lui sì che era un piacere uscire -.
Non riesco proprio a capire perché lo faccia. Sa bene quanto dolorosa e difficile sia stata la separazione dal mio primo marito. Eppure periodicamente lei tira fuori di nuovo l’argomento. Le ho spiegato più di una volta quali sono state le ragioni del divorzio, ma lei semplicemente non ha mai voluto credermi.
- Mi ricordo ancora quando Franco ci portava al ristorante. Che gentiluomo. Mi spostava la sedia, mi faceva accomodare… -
- Erano tutte scene, mamma –
- Era eleganza. Una cosa che quel tuo Giacomo non sa neanche dove stia di… -
Basta, questo è troppo. Esplodo.
- Mi picchiava mamma, vuoi rendertene conto? Mi ha spaccato il labbro con un pugno. Mi ha violentato più di una volta. Avevo della lacerazioni, Cristo, VUOI CAPIRLO? –

C’è un momento di silenzio attonito sulla linea, fatto di fruscii, scariche lontane, emozioni trattenute. Poi lei riprende a parlare. Dice: - Prima di metterti con Giacomo non urlavi così con me -.

Questa è mia madre.




permalink | inviato da tenax il 7/8/2007 alle 15:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

7 agosto 2007

contrordine compagni!

Fassino: "Inutile aprire ad Hamas. Con i fondamentalisti come partner impossibile rilanciare i negoziati. Dobbiamo sostenere Abu Mazen".




permalink | inviato da tenax il 7/8/2007 alle 9:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

7 agosto 2007

MOVIELIST - la magnifica illusione

Dopo aver fatto una personale classifica di canzoni e libri, legata al momento, al periodo estivo, insomma per niente affatto definitiva, e con la partecipazione di altre menti nella responsabilità di alcune posizioni, provo a fare lo stesso, nel campo - forse - più difficile: quello dei film. Il campo prediletto dal futuro capo del PD, quello dove conta l'arte, la poetica, ma anche la tecnica. Il campo dove i gusti nascondono la morale, quello che più di ogni altro ha saputo interpretare sogni e aspirazioni delle persone, ma anche la realtà della vita quotidiana e la sua magnifica illusione.

1. La dea dell'amore, di Woody Allen
2. Dogville, di Lars Von Trier
3. La mia vita a quattro zampe, di Lasse Hallstrom (by Gianni Cuperlo)
4. Arancia Meccanica, di Stanley Kubrick
5. Time, di Kim Ki-Duk
6. Parla con lei, di Pedro Almodovar
7. Il cielo sopra Berlino, di Wim Wenders (by Krustian)
8. Il Laureato, di Mike Nichols
9. La strada, di Federico Fellini
10. L'avvocato del diavolo, di Tylor Hackford
11.
12.
13. L'arte del sogno, di Michel Gondry
14. La finestra di fronte, di Ferzan Ozpetek
15. Rashomon, di Akira Kurosawa (by Adele Parrillo)
16. I segreti di Brokeback Mountain, di Ang Lee
17.
18. Colazione da Tiffany, di Blake Edwards
19. Moulin Rouge, di Baz Luhrmann (by Massimo)
20. Shortbus, di John Cameron Mitchell


Naturalmente, aspetto, come al solito i vostri suggerimenti, per riempire gli spazi. Non dovrebbe essere difficile.




permalink | inviato da tenax il 7/8/2007 alle 9:8 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa

6 agosto 2007

MERCATO DA SLEGARE

Riporto il bell'editoriale comparso ieri sulla Stampa a firma di Luca Ricolfi, stimato politologo che si sforza di inserire germi di originalità all'analisi politica. Un consiglio di lettura (insieme a quello citato nell'editoriale) per l'estate potrebbe essere il suo "Perchè siamo antipatici - la sinistra e il complesso dei migliori", che credo sveli molto delle cause dei problemi del centrosinistra italiano (che in un sistema bipolare sono sempre problemi di tutti).


MERCATO DA SLEGARE - di Luca Ricolfi

Sono passati esattamente trent’anni da quando uscì in Italia la traduzione di un celebre libro degli Anni 70, La crisi fiscale dello Stato, dell’economista neomarxista James O’Connor. A quei tempi le nostre società venivano da un lungo periodo di crescita economica, di espansione dell’intervento pubblico. Ma venivano soprattutto da un progressivo ampliamento del cosiddetto Stato sociale, ossia delle istituzioni preposte a garantire a tutti istruzione, salute, assistenza, e una pensione nella vecchiaia. Il libro di O’Connor, come molti altri usciti in quegli anni, prendeva atto che quel tipo di sviluppo stava irrimediabilmente tramontando: l’economia, dopo il doppio choc degli incrementi salariali (fine Anni 60) e della prima crisi del petrolio (1973), era intrappolata nella «stagflazione», miscela esplosiva di stagnazione e inflazione, mentre i quattrini che il fisco riusciva a drenare dalle tasche di famiglie e imprese non bastavano a tener dietro all’impetuosa domanda di welfare, ossia di nuovi e migliori servizi sociali.

Di qui il trilemma di tutte le economie sviluppate: aumentare le tasse, lasciar correre il debito pubblico, ridimensionare lo Stato sociale. Di qui anche - soprattutto da parte della sinistra - il giustificato timore che la risposta alla «crisi fiscale dello Stato» finisse per risolversi in un più o meno radicale ridimensionamento di quel gioiello sociale pazientemente costruito in trent’anni di pace e tenacemente difeso dalle organizzazioni dei lavoratori un po’ in tutto l’Occidente. Oggi, a tanti anni di distanza, non si può dire che quei timori fossero del tutto infondati. Almeno in due casi, quello degli Stati Uniti (Reagan) e del Regno Unito (Thatcher), la risposta principale alla crisi fiscale dello Stato fu effettivamente un ridimensionamento dello Stato sociale, talora accompagnato da drastiche riduzioni delle tasse e da bilanci pubblici in rosso, ma sempre compensato da buoni risultati in termini di crescita dell'economia. E tuttavia se guardiamo all’Europa, e in particolare all’Italia, è difficile non vedere che oggi, dopo tre decenni di vani tentativi di venire a capo di quel problema, i suoi termini si sono del tutto capovolti: chi volesse scrivere un libro sulla crisi italiana nel 2007 non potrebbe più intitolarlo La crisi fiscale dello Stato, ma dovrebbe chiamarlo, semmai, La crisi fiscale del mercato. Quel che è successo da allora, infatti, è che l’Italia ha imboccato prima - negli spensierati anni del CAF (Craxi-Andreotti-Forlani) - la strada della crescita senza freni del debito pubblico; poi, nei difficili anni di transizione fra la prima e la seconda Repubblica - dal primo governo Amato (1992) al primo governo Prodi (1998) - la strada del risanamento dei conti pubblici attraverso il solo aumento della pressione fiscale, ossia senza toccare lo Stato sociale; e da ultimo - nella lunga stagione che inizia con D’Alema e Amato, passa per Berlusconi e infine ritorna a Prodi - la strada del galleggiamento, con un costante deterioramento strutturale del deficit pubblico e - a partire dal 2000, ossia dall’ultimo governo di centro-sinistra prima del quinquennio berlusconiano (secondo governo Amato) - con un costante e spettacolare aumento dell’interposizione pubblica, ossia della somma di prelievo fiscale e spesa pubblica. Un aumento che, secondo le stesse stime governative, è destinato a proseguire quest'anno e, verosimilmente, anche nel 2008, anno in cui - secondo lo stesso Dpef - attendono di trovare copertura spese aggiuntive inevitabili per circa 20 miliardi di euro (oltre un punto di Pil). A trent’anni dalla stagione del «salario come variabile indipendente», ciò cui stiamo assistendo, in questi anni, è una politica economica completamente ostaggio della ricerca del consenso, una politica in cui - secondo la felice espressione di Luigi Spaventa - è la spesa pubblica l’unica «vera variabile indipendente» del sistema. La conseguenza fondamentale di questa politica, che nelle sue linee generali ha accomunato tutti i governi succeduti al primo governo Prodi del 1996-1998 (fatto cadere da Bertinotti), è stato il progressivo soffocamento del mercato, ossia delle possibilità di crescita del Paese, da parte dell’invadenza degli apparati pubblici, nella doppia veste di avidi esattori fiscali e di inefficienti erogatori di servizi. Non è forse inutile ricordare che la pressione fiscale generale in Italia è fra le più alte dell’Eurozona, ed è anzi la prima assoluta se la si calcola sui soli contribuenti onesti. Quanto alla pressione fiscale sulle imprese, siamo preceduti solo dalla Germania, ma fra pochi mesi - con la drastica riduzione delle aliquote recentemente decisa dalla Merkel - riusciremo a diventare i primi anche lì. Quest’ultimo aspetto, quello di un’insostenibile pressione fiscale sulle imprese, è particolarmente grave proprio se si pensa che sia un bene «salvare» lo Stato sociale. Contrariamente a quanto sembrano ritenere i politici della sinistra conservatrice, da Diliberto a Bertinotti, se c’è una chance di salvare lo Stato sociale essa passa sia attraverso una progressiva riduzione degli sprechi (capaci di liberare risorse per circa 40 miliardi di euro), sia - soprattutto - attraverso un sensibile aumento del tasso di crescita del Pil: da oltre un decennio, infatti, il Pil italiano cresce - chiunque sia al governo - quasi un punto in meno di quello degli altri Paesi dell’Eurozona, e tutta l’evidenza comparativa disponibile suggerisce che siano innanzitutto le nostre altissime aliquote sul reddito di impresa (oltre il 37 per cento, contro una media europea prossima al 25) a scoraggiare gli investimenti stranieri e a frenare la crescita. Passare dall’1,5 per cento al 2,5 può sembrare un cambiamento di poco conto, ma in realtà un aumento di un punto del tasso di crescita significherebbe portare ogni anno 400-500 euro in più nel bilancio familiare medio, nonché un gettito aggiuntivo di 6-7 miliardi a disposizione delle politiche pubbliche (quasi il triplo del famigerato «tesoretto»).

Da questo punto di vista non si può che accogliere con favore l’idea, ventilata in questi giorni dal ministro Visco, di tagliare gli incentivi selettivi alle imprese e usarli per una consistente e generalizzata riduzione dell’Ires e dell’Irap, ossia delle due principali imposte che gravano sui produttori. Purché, come l’esperienza degli altri Paesi insegna (e come ci ricorda Contro le tasse, il bel pamphlet appena pubblicato da Oscar Giannino), tale riduzione sia drastica e concentrata nel tempo: l’unico modo che permette al fisco di inviare segnali chiari al mercato, ponendo fine alla lunga crisi che ha reso il mercato stesso ostaggio dello Stato.




permalink | inviato da tenax il 6/8/2007 alle 11:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

6 agosto 2007

sei agosto - cosa può essere

non mi piace fare post commemorativi. quando li faccio, è perchè proprio non posso farne a meno. e poi ci sono date che - forse perchè sono la ricorrenza di avvenimenti che sono accaduti fuori dall'europa, sempre al centro dei nostri pensieri, sempre chiusi su noi stessi,  e in questo sì vecchi sorpresi a guardarci l'ombelico - è importante, doveroso, ricordare.
sono date che pongono ancora interrogativi inquietanti e inevitabilmente senza risposta.
è stato giusto? è stato inevitabile? l'unico modo di concludere una guerra?
(ma sono sempre più convinto, con hillman, che la guerra è finita solo quando è finita quella dentro di noi, se mai tutto questo è compatibile con la vita).
e poi: ci sono domande che mettono in discussione l'idea base della modernità, quella di progresso.
ecco. oggi è il sessantaduesimo anniversario della tragedia di Hiroshima, l'unica cosa che merita un iniziale maiuscola.
mi piace ricordarlo con le splendide immagini di un grande fotografo, shomei tomatsu, la cui bellissima antologica era fino a qualche giorno fa visibile alla galleria civica modenese.
agosto. ecco anche cosa può essere un mese come questo. una sospensione del tempo, cosa può nascondere?




permalink | inviato da tenax il 6/8/2007 alle 8:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

3 agosto 2007

CONCLAVISSIMA! - part 6 (ultimo episodio)

Si conclude la serie bolognese, la più irriverente verso le gerarchie cattoliche....




permalink | inviato da tenax il 3/8/2007 alle 9:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

2 agosto 2007

BOOKLIST

Come ho già fatto con la musica, oggi, come promesso, propongo la stessa cosa con i libri (perlopiù romanzi). Ecco la mia lista, ovviamente contingente, in cui compaiono 'buchi' che mi aspetto si trasformino in vostri buoni consigli di lettura.

1. Troppi Paradisi - Walter Siti
2. Un giorno questo dolore ti sarà utile - Peter Cameron
3.
4. La morte della Pizia - Friederich Durrenmatt (by CamereConVista)
5. Last Love Parade - Marco Mancassola
6. Ogni cosa è illuminata - Jonhatan S. Foer (by Cris)
7. Le piccole vacanze - Alberto Arbasino
8. L'Italia dei miei stivali - Edoardo Camurri
9. Lo potevo fare anch'io - Francesco Bonami
10. Il più grande uomo scimmia del Pleistocene - Roy Lewis (by CamereConVista)
11. La versione di Barney - Mordecai Richler
12. Il soccombente - Tomas Bernhard (by CultureMetropolitane)
13. Frammenti di un discorso amoroso - Roland Barthes
14. Zazie nel metrò - Raymond Queneau
15. Pastorale Americana - Philip Roth
16.
17. Istanbul - Orhan Pamuk
18.
19. Il grande Gatsby - Francis Scott Fitzgerald
20. Con le peggiori intenzioni - Alessandro Piperno






permalink | inviato da tenax il 2/8/2007 alle 14:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa

2 agosto 2007

MORAL QUESTION - l'autolesionismo come strategia politica

L'antipolitica galoppa. E la politica se lo merita.
Altri due tasselli a favore della prima:
1. adeguamento (ovviamente al rialzo) dello stipendio dei parlamentari;
2. si parla di reintroduzione degli esami di riparazione (cosa buona e giusta): nel frattempo l'unica cosa ad essere rimandata a settembre è la questione delle intercettazioni telefoniche.
E il tempo non è un fattore neutro. Soprattutto quando il caso vuole che in settembre il Senato abbia in discussione un disegno di legge che potrebbe ulteriormente limitare l'utilità penale delle intercettazioni.

Vi consiglio di leggere l'ottimo Andrea Romano di oggi sulla Stampa per maggiori dettagli. C'è di che meditare.




permalink | inviato da tenax il 2/8/2007 alle 14:5 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

2 agosto 2007

due agosto


Può esistere giustizia, senza verità?




permalink | inviato da tenax il 2/8/2007 alle 10:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

1 agosto 2007

PLAYLIST - agosto

Oramai se non hai una playlist con cui pavoneggiarti sei out.
Ed allora, per stare al passo con la  modernità, ecco la mia, di agosto.
Da completare, a cura degli affezionati visitatori.

Playlist "Agosto"

1. Gli Uccelli - Franco Battiato
2. Deeper than Love - Antony & The Johnsons
3.
4. Se perdo te - Patty Pravo
5.
6. The Sound of Silence - Simon & Gurfunkel
7. Un dì, felice, eterea - Traviata di Giuseppe Verdi
8. La voce del silenzio - Mina
9. L'uomo che cammina sui pezzi di vetro - Francesco de Gregori (by RedSquare)
10. The Passenger - Iggy Pop (by CamereConVista)
11. Due Destini - Tiromancino
12. Young Americans - David Bowie
13. Your Song - Elton John
14.
15.
16. Un malato di cuore - Fabrizio de Andrè
17. Thumbelina - The Pretenders (by Eli)
18.
19. Cucurrucucu Paloma - Caetano Veloso
20. Stasera a casa di Luca - Silvia Salemi (by Cris)

Negli spazi vuoti (aka commenti) siete pregati di inserire le vostre proposte.




permalink | inviato da tenax il 1/8/2007 alle 10:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (14) | Versione per la stampa
sfoglia
luglio        settembre