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pulito

- Dormivi? Ti ho svegliata? –
- No, mamma, sono le cinque del pomeriggio, non stavo dormendo. Stiravo–

A volte mi chiedo se sia una caratteristica di tutte le madri del mondo o sola della mia: il farti sentire in colpa anche quando non ce n’è motivo. Chiedermi se dormivo in pieno giorno. - Io e Giacomo siamo invitati a una cena da amici stasera, gli stavo stirando la camicia –
- Non ti sei ancora stancata di quello? –
A mia madre non piace il mio secondo marito. Non le è mai piaciuto. Adorava troppo il primo per poterne accettare un sostituto, chiunque fosse stato.
A Giacomo riconosce solo dei difetti: scarsa personalità, ritrosia, poca propensione al dialogo. Dice anche che è sporco, che non si lava abbastanza. Naturalmente non è vero. E’ successo che una volta, mentre andavamo a trovarla in macchina, si è guastato qualcosa nel motore. Giacomo ha trafficato per mezzora ed è riuscito a sistemare il danno in qualche modo. Quando siamo arrivati da lei aveva le mani sporche d’olio e la camicia sudata. Questo incidente l’ha marchiato per sempre ai suoi occhi. - Non ci si presenta così a casa della gente – ha sentenziato.
– Ma tu non sei “la gente”-le avevo fatto notare. – Sei la famiglia-.
- Beh, cos’è? Adesso non si rispettano più i familiari? – aveva concluso lei seccata.
Questa è un’altra delle sue abilità: quella di saper chiudere una conversazione anche con una domanda. Ultimamente non ci vediamo più tanto spesso. Viviamo a sole due ore di macchina, ma io non ho la patente e Giacomo non muore proprio dalla voglia di farle visita spesso. Com’è ovvio.
La nostra relazione ora si svolge quasi solo al telefono. Riesco sempre a capire quando è lei che chiama, e non perché utilizzi suonerie diverse, non sarei neanche capace di inserirle. No, è l’insistenza, la tenacia, che mi conferma ogni volta che c’è lei all’altro capo dell’apparecchio.
Voglio dire, trenta squilli. Chi altri?
- Non capisco cosa ci trovi in quello –
- Mamma, Giacomo è un bell’uomo per cominciare. E poi è gentile, garbato, mi porta sempre fuori, mi fa divertire… -
- Franco era un signore. Con lui sì che era un piacere uscire -.
Non riesco proprio a capire perché lo faccia. Sa bene quanto dolorosa e difficile sia stata la separazione dal mio primo marito. Eppure periodicamente lei tira fuori di nuovo l’argomento. Le ho spiegato più di una volta quali sono state le ragioni del divorzio, ma lei semplicemente non ha mai voluto credermi.
- Mi ricordo ancora quando Franco ci portava al ristorante. Che gentiluomo. Mi spostava la sedia, mi faceva accomodare… -
- Erano tutte scene, mamma –
- Era eleganza. Una cosa che quel tuo Giacomo non sa neanche dove stia di… -
Basta, questo è troppo. Esplodo.
- Mi picchiava mamma, vuoi rendertene conto? Mi ha spaccato il labbro con un pugno. Mi ha violentato più di una volta. Avevo della lacerazioni, Cristo, VUOI CAPIRLO? –

C’è un momento di silenzio attonito sulla linea, fatto di fruscii, scariche lontane, emozioni trattenute. Poi lei riprende a parlare. Dice: - Prima di metterti con Giacomo non urlavi così con me -.

Questa è mia madre.

Pubblicato il 7/8/2007 alle 15.33 nella rubrica Diario.

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