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LE PICCOLE VACANZE - e una canzone

E finalmente arrivarono anche le vacanze.
Che poi la parola vacanza a me non è mai nemmeno piaciuta. Troppo sospensiva, fluttuante tra un prima certo, di cui, qualsiasi sia stato l’esito, si è scontenti, e un dopo che troppo spesso crea più ansia che speranza. Per questo ho sempre preferito fare dei viaggi.
Il viaggio implica una partenza, verso una meta, che può essere più o meno raggiungibile, più o meno concreta. Ma state sicuri che il più delle volte è diverso – il viaggio stesso, non solo la meta – da quello che credevate. E al ritorno, anche la geografia dei luoghi e dei sentimenti da cui siete partiti, sarà mutata.

 

Oggi è così, come nell’incipit dei ‘Fiori Blu’ di Queneau: “Il venticinque settembre milleduecentosessantaquattro, sul far del giorno, il Duca d’Auge salì in cima al torrione del suo castello per considerare un momentino la situazione storica. La trovò poco chiara.”
Ecco. Al ritorno non vorrei trovare più ordine, questo no. Ma un po’ più di chiarezza e trasparenza sì. Come al mattino, quando all’alba il mare è ancora piatto, non sferzato dal vento e dalle onde, quasi il tempo si fosse fermato. Prima che la Terra, come tutti i giorni,  ricominci a girare e ad agitare gli animi e i destini. E il mare.

Pubblicato il 10/8/2007 alle 0.21 nella rubrica Diario.

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