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il malato di cuore...

cominciai a sognare anch'io insieme a loro,
poi l'anima d'improvviso prese il volo....


un ragazzo che a ventidue anni gioca nelle qualificazioni di champion's league, crede di sognare. E invece no. Ci giocava davvero. Correva, si dava da fare, probabilmente senza pensare che quel fastidio che sentiva era da prendere sul serio. Correva, sognava.
Ma dai sogni, quelli belli come quelli brutti (in questo c'è par condicio) ci si sveglia. A volte un po' traumatizzati. Altre volte contenti che si sia trattato solo di un sogno.
Antonio Puerta si era svegliato. Ma l'incubo l'ha riacciuffato per la coda. Codardo!
Non sono nemmeno un tifoso del calcio. Ma quando il destino illude e poi spezza i sogni, trovo la cosa davvero atroce.
"Ho chiuso gli occhi e ho tirato. Quando li ho riaperti avevo fatto gol: lo dedico a mio nonno, che non ha mai potuto vedere il Siviglia in finale di Coopa Uefa". Sono le parole, generose, che Antonio dice in un filmato prima di una partita dello scorso anno con il Schalke. Dietro di lui lo stadio vuoto, prima del match. Oggi sarà di nuovo, tristemente, pieno. In omaggio a lui.

Pubblicato il 29/8/2007 alle 9.5 nella rubrica Diario.

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